Logo
  • Home
  • I miei libri
  • Gallerie di immagini
  • Acquistare i miei libri
  • Collegamenti utili
  • Servizi in linea
  • News Feed
  • Mappa del sito
  • Contattami
db378.jpg
Se vuoi farti riconoscere ...



  • Password dimenticata?
  • Nome utente dimenticato?
  • Registrati
Cerca nel sito
Il meteo in Italia
Per chi ama gli scacchi
Play chess online
Home I miei libri Pubblicazioni di Giorgio Bompiani Il Ritorno

Il Ritorno

E-mail

 



Il protagonista, Aster, vive in una società apparentemente felice, nella quale i maggiori problemi dell'uomo sono stati risolti, ed in cui tutti conducono la propria esistenza perpetua senza porsi domande. Ma improvvisamente qualcosa scatta in lui: Da quando le cose stanno così? Com’era la vita prima che l’uomo sconfiggesse la morte? Perché nessuno ha in proposito ricordi personali?
Gradualmente comincia a scoprire che la realtà non è poi tanto idilliaca come appariva e che qualcuno ha fatto per lui delle scelte che ritiene inaccettabili.
Gli uomini, da vincitori sono stati trasformati in eterni sconfitti.
Aster si assume la missione di capire cosa è successo ed alla fine troverà il modo di tirarsene fuori e dissociarsi.


Aster festeggia novecento anni insieme alla quarta moglie, Perfar. Per l’occasione lei l’ha chiamato sul comunicatore invitandolo a raggiungerla per una cena intima a lume di candela. In casa tutto è pronto: la tavola accuratamente apparecchiata, coperta da una tovaglia candida su cui sono adagiate raffinate stoviglie, è circondata da alti sedili, arredi ed utensili di un passato remoto che lei ha voluto riesumare in onore del suo compagno, autorevole e celebre studioso di storia antica.
Nell’elegante salotto ornano le pareti quadri pregiati; in un camino d’angolo scoppietta un fuoco vivace; dalle finestre aperte occhieggia un paesaggio magnifico: si tratta invero di effigi, di immagini tridimensionali olografiche, create grazie ad un gioco di laser e specchi. Sebbene sposata da tempo, la coppia è priva di prole, né potrebbe essere altrimenti dal momento che nella loro realtà non si muore né, conseguentemente, si nasce perché -è evidente- mancherebbe spazio per nuove generazioni. Qui tutti conducono la propria esistenza perpetua senza porsi domande. Infatti, l’unica preoccupazione per i cittadini di questo mondo è quella di sottoporsi periodicamente a scrupolosi controlli medici che accertino il loro buono stato di salute e, quando necessario, consentano di predisporre ed effettuare opportune sostituzioni di organi eventualmente usurati. Ma da quando le cose stanno così? E com’era la vita prima che l’uomo sconfiggesse la morte? Perché nessuno ha in proposito ricordi personali?
Un bel giorno queste ed altre analoghe domande cominceranno ad assillare la mente di Aster, senza che nemmeno lui stesso si renda ben conto del perché simili interrogativi siano improvvisamente insorti dentro di lui, rendendolo un disadattato, un potenziale perturbatore della conquistata quiete pubblica. Sebbene il nostro eroe provi a spiegarsi, tuttavia non c’è tra i suoi simili alcuno che sia in grado di comprendere le sue perniciose ubbie che, anzi, lo rendono ai più inviso e sospetto.
Persino l’amata Perfar, ad onta degli sforzi in tal senso, non riesce a capire questa sua nuova, sconcertante sete di conoscenza tanto intensa da indurlo a domandarsi cosa ci sia mai oltre il muro che circonda la loro realtà eterna ed immutabile. Cos’è mai accaduto perché Aster giungesse a porsi quelle domande che mai nessuno avrebbe dovuto porsi? Perché a lui non basta più la risposta “se è sempre stato così una ragione ci sarà” che sembra appagare tutti gli altri? L’autore di questo romanzo breve ci rappresenta un ipotetico (ma assolutamente verosimile) mondo futuro, siamo nell’anno 3007, ove gli uomini -alcuni di essi- hanno sì conquistato l’immortalità, ma il prezzo pagato per questo è stato salatissimo: la perdita non solo di ogni memoria relativa al loro passato e dunque il ricordo delle radici e la storia; ma peggio ancora la perdita di ogni capacità critica. Trasformandosi così -loro malgrado- da vincitori in eterni sconfitti, prigionieri della e nella loro perpetuità, priva di vecchiaia e senza incertezza, ma proprio perciò immobile e senza speranza.


Domizia Gianni

 

Copyright © 2009 Giorgio Bompiani.
All Rights Reserved.

Il logo è di Valeria Ringegni.